Esco sul terrazzo, guardo il solito. Il palazzo dirimpetto al nostro, le persiane accostate. Il bar con l'insegna spenta. C'è il silenzio della città, polvere di rumori lontani. Roma dorme. Dorme la sua festa, il suo pantano. Dormono le periferie. Dorme il papa, le sue scarpe rosse sono vuote.
Tutto ciò che delle mie letture mi incuriosisce, mi emoziona, mi fa arrabbiare, mi fa sorridere, mi porta via, mi resta addosso per tanto tempo. Come la forma dell'intreccio della paglia. A gambe nude, d'estate.
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domenica 10 marzo 2013
Da "Venuto al mondo", di Margaret Mazzantini (Mondadori, 2008, ebook)
Esco sul terrazzo, guardo il solito. Il palazzo dirimpetto al nostro, le persiane accostate. Il bar con l'insegna spenta. C'è il silenzio della città, polvere di rumori lontani. Roma dorme. Dorme la sua festa, il suo pantano. Dormono le periferie. Dorme il papa, le sue scarpe rosse sono vuote.
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domenica 24 giugno 2012
Da "Le stelle che stanno giù", di Azra Nuhefendić (Edizioni Spartaco, 2011)
La distruzione della Vijećnica fu dichiarata, a livello internazionale, un crimine contro l'umanità. Già nel 1993 tanti nel mondo incominciarono a raccogliere i soldi per ristrutturarla. Anche in Italia furono stanziati finanziamenti. Da Sarajevo, il direttore della Vijećnica, il professore Boro Pištalo, si era rifugiato in Slovenia. Ma, ahimè, né il direttore, né nessun altro a Sarajevo vide mai un centesimo.
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