Tutto ciò che delle mie letture mi incuriosisce, mi emoziona, mi fa arrabbiare, mi fa sorridere, mi porta via, mi resta addosso per tanto tempo. Come la forma dell'intreccio della paglia. A gambe nude, d'estate.
Visualizzazione post con etichetta 1995. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1995. Mostra tutti i post

mercoledì 12 settembre 2012

Da "Felicità e altri racconti", di Katherine Mansfield (La Biblioteca Ideale Tascabile, 1995)




da FELICITÀ

Nonostante i suoi trent'anni, Bertha Young viveva ancora momenti come questo, in cui aveva voglia di correre invece di camminare, di eseguire passi di danza su e giù per il marciapiede, giocare al cerchio, lanciare in aria qualcosa e poi riafferrarla, oppure starsene lì, ferma, a ridere, a ridere di nulla, proprio di nulla. Che cosa ci volete fare se avete trent'anni e, voltando l'angolo della strada, vi sentite sopraffatti, all'improvviso, da un senso di felicità, di assoluta felicità, come se aveste d'un tratto inghiottito un pezzo lucente di quel tardo sole pomeridiano che vi bruciasse dentro, spandendo una pioggerella di scintille in ogni intima fibra, in ogni dito delle mani e dei piedi?
Oh, non c'è dunque altro modo di esprimere questo stato d'animo senza essere "ebbro e sconvolto"? Com'è idiota, la civiltà! Perchè avere un corpo, se bisogna tenerlo chiuso in un astuccio come un rarissimo violino?

mercoledì 27 aprile 2011

Da "Il birraio di Preston", di Andrea Camilleri (Sellerio editore Palermo, 1995)




"Ahi ahi!" mormorò il canonico Bonmartino, studioso di patristica, che stava come al solito autoimbrogliandosi con un solitario.
"Che vuole venirmi a significare con questo suo ahi ahi?".
"Niente" spiegò il canonico con una faccia tanto serafica che pareva che due angileddri gli volassero torno torno la testa. "Vengo solo a significarle che in lingua talìana tristano sta per culo malinconico. Ano triste. E se tanto mi dà tanto, m'immagino che l'opera dev'essere una billizza".
"Allora manco lei capisce una minchia di Uogner!".